Chi Siamo
Sono il Comandante del M/V Antonio 1°, imbarcazione destinata alla pescaturismo.
Il suo equipaggio è a conduzione familiare, come spesso accade nelle barche da pesca.
Questa vecchia barca onoraria è stata salvata e amorevolmente restaurata grazie alla tenacia e alla passione di tutti i miei fratelli.
Tutta la nostra famiglia è da sempre stata legata al mare e alle sue attività, a partire da nostro padre Salvatore, esperto pescatore immigrato dall’isola di Ponza negli anni del dopoguerra, e a seguire con tutti i miei fratelli che da sempre navigano per mare.
MEMORIE – ANNI 1939/2003 di Antonio Bo
Leudo – Antonio I
Nel primo mezzo secolo del 1900 esisteva a Porto Torres una numerosa flottiglia di barche che esercitavano un’attività, ormai scomparsa e… dimenticata, chiamata li “Saurranti” (zavorranti o dal francese e ligure suraire).
Attività addetta al carico e trasporto della sabbia e ghiaino silicico, di media e piccola granulometria, che veniva prelevato dalle spiagge del litorale compreso tra Cabu d’Aipru – Punta d’Elici – Li Salini. Detto materiale veniva utilizzato, principalmente per scoppi edilizi (a quei tempi non esistevano gli attuali frantoi), per lavori stradali e per l’esportazione sotto forma di zavorra.
Finita la costruzione dell’Antonio I°, vista la carenza dei materiali, causa la guerra, la barca venne armata con il materiale proveniente dal Leudo Giovanna, andato in demolizione, ed iniziò il lavoro di “Saurraa” a vela, remi e… sudore di “Saurranti”.
Intanto la guerra andava avanti e nell’Aprile del 1943 Porto Torres subì il più cruento bombardamento aereo e subì ingenti danni ai fabbricati, alle opere portuali e all’affondamento di tre grossi piroscafi da trasporto, oltre ad una certo numero di piccole e medie imbarcazioni tra le quali Antonio I° che affondò. Antonio I° fu recuperata dal fondo e iniziò il restauro, gli anni avanzavano e venne l’esigenza di installare un motore. Con l’evolversi dei tempi il mestiere del “Saurrante” divenne lentamente meno remunerativo e così cominciò la riconversione nella pesca a lamparaPassati alcuni anni l’Antonio I° fu disarmata, venduta ad un primo nuovo armatore e rivenduta ad un altro armatore di Santa Teresa che a sua volta si trasferì alla Maddalena
Da allora ho perso le tracce e il destino del Leudo.Nel 2001, durante la penultima regata della Vela Latina di Stintino sono stato coinvolto in una discussione riguardo l’andamento della regata e, a fine commenti, nel congedarci, mi presentai ai miei interlocutori e, uno di questi, nel sentire nome e cognome esordì in un modo fra il perplesso e il sorpreso:
- E’ lei l’ex proprietario del Leudo Antonio I°?
- No, era mio padre… perchè questa domanda?
- Perchè siamo noi i nuovi proprietari della barca, sono uno dei fratelli Di Meglio…
… giù una sfilza di domande sulla “vita dell’Antonio I°” alle quali risposi molto succinto poichè la limitazione del tempo non permetteva sltro riservandomi di dare maggiori informazioni in seguito.
Concludo la presente con un sentito ringraziamento ai fratelli Di Meglio per il sacrificio fisico ed economico ed in particolare per la passione di chirurgia cantieristica applicata nel riportare in vita un Leudo in agonia, destinato a morte sicura in altre mani, ed al quale ero tanto affezionato poichè l’ho visto nascere giorno dopo giorno.
Porto Torres, Luglio 2003
